Il bruxismo:
non è solo digrignare i denti


E' un disturbo poco conosciuto e sottostimato, ma che in questi ultimi anni ha aumentato notevolmente la sua incidenza nella popolazione mondiale, complice forse il cambiamento degli stili di vita in occidente.

Si può manifestare sia durante la notte (con una prevalenza intorno al 12%) sia durante il giorno (con una prevalenza fino al 30% degli individui), negli adulti e nei bambini.

Questo significa che più di 10.000.000 di Italiani potrebbero esserne affetti!

Adesso in Toscana ci sono due Studi Odontoiatrici particolarmente specializzati per l'approfondimento, diagnosi e cura delle problematiche legate al bruxismo: uno è lo studio del Dr. Daniele Manfredini a Marina di Carrara e l'altro è quello del Dr. Alessandro Bracci a Pontedera, in provincia di Pisa.


Dr. Alessandro Bracci

Docente di "Gnatologia delle Parafunzioni" presso il Dipartimento delle Neuroscienze dell'Università degli Studi di Padova, si occupa di bruxismo da più di venti anni; stretto collaboratore del prof. Daniele Manfredini (uno dei massimi esperti mondiali della materia) con il quale è co-autore, insieme al prof. Frank Lobbezoo, delle linee guida 2017 sul bruxismo del British Medical Journal nella monografia "Best Practice/Point of Care-bruxism".

Ideatore dell'applicazione informatica dei principi di valutazione ecologica del momento (EMA digital recording) realizzando, insieme al Prof. Manfredini e al IFC del CNR di Pisa, una specifica applicazione per smartphone (BruxApp) per la gestione e diagnosi del bruxismo. Questa applicazione è lo strumento base per uno dei maggiori studi epidemiologici internazionali sul bruxismo diurno attraverso un Progetto di Ricerca Multicentrico diretto dal Prof. Manfredini. Relatore a congressi e corsi sempre in questo ambito.





IL BRUXISMO, "EPIDEMIA" SILENTE

E' un disturbo poco conosciuto e sottostimato, ma che in questi ultimi anni ha aumentato notevolmente la sua incidenza nella popolazione mondiale, complice forse il cambiamento degli stili di vita in occidente.

Si può manifestare sia durante la notte (con una prevalenza intorno al 12% ) sia durante il giorno (con una prevalenza fino al 30% degli individui), negli adulti e nei bambini.
Questo significa che più di 10.000.000 di Italiani potrebbero esserne affetti!

LE SUE MANIFESTAZIONI

Si pensa comunemente che siano rappresentate dal digrignare o stringere i denti ma queste sono solo alcune delle sue manifestazioni, ma esistono anche il contatto dentale e il serramento mandibolare; vediamole tutte.


SERRAMENTO DENTALE

Il serramento dei denti è il mantenimento dei denti stretti tra di loro in posizione statica senza alcun movimento eccentrico; in questo caso l'eventuale usura dentale può essere anche modesta e poco percepibile ma il sovraccarico muscolare e/o articolare è molto elevato e quindi dannoso.

Questa manifestazione non genera il classico rumore di denti che stridono e quando avviene di notte, il partner non si accorge di niente.


SERRAMENTO DENTALE


Il serramento dentale può manifestarsi anche in modo statico, cioè senza alcun movimento di scivolamento, ma in una posizione di occlusione dentale eccentrica.
I pazienti riferiscono di assumere questo atteggiamento quando sono impegnati in lavori di concentrazione o di particolare difficoltà.


serramento dei denti


DIGRIGNAMENTO DENTALE

Digrignare i denti significa mantenere i denti in contatto ma con movimenti, più o meno accentuati, di scivolamento laterale o in avanti.
E' il così detto "sfregamento dei denti" che può avvenire sia di giorno che di notte; in questo caso, quando avviene durante il sonno, si manifesta frequentemente anche il classico rumore.
Nel digrignamento l'usura dentale può essere anche molto elevata e manifestarsi in breve tempo.


DIGRIGNAMENTO DENTALE





CONTATTO DENTALE

Anche mantenere i denti in leggero contatto tra di loro (quindi anche senza stringere) è già considerato un primo stadio di bruxismo, precursore potenziale di atteggiamenti più conclamati e dannosi. Apparentemente innocuo è invece la spia di un'attitudine, di un comportamento, che in particolari condizioni di sollecitazione psico-emozionale, può virare facilmente nel serramento o nel digrignamento dentale.
Il contatto dentale protratto è una condizione purtroppo inconsapevole e generalmente considerata come "normale" posizione di riposo della mandibola, ma non è così!


Bruxismo CONTATTO DENTALE


Ciò che molti pazienti non sanno (classe medica compresa) è che la posizione fisiologica di riposo della mandibola è a denti staccati e muscoli masticatori rilassati (cioè senza alcuna tensione o rigidità).


bruxismo


A maggior ragione, anche durante il sonno, i denti non devono mai essere in contatto tra di loro! Invece, con il passare degli anni, assistiamo ad un progressivo incremento della frequenza di pazienti che dormono “a denti stretti”, con conseguenze negative oltre che sui denti, muscoli e articolazioni anche sulla qualità del sonno e sulla capacità di recupero con il riposo.


bruxismo durante il sonno


SERRAMENTO MANDIBOLARE

Questa condizione è davvero poco conosciuta e molto subdola; consiste nel mantenimento dei muscoli masticatori serrati in una posizione fissa ma senza alcun contatto dentale.
In questo caso i muscoli sono in continua tensione isometrica ed isotonica creando così condizioni di affaticamento muscolare e sovraccarico delle articolazioni temporo mandibolari.(ATM)


SERRAMENTO MANDIBOLARE

LE SUE CONSEGUENZE

Le conseguenze deleterie possono manifestarsi a carico dei denti, dei muscoli e delle articolazioni Temporomandibolari (sono quelle articolazioni, vicino all’orecchio che fanno aprire e chiudere la bocca).
Queste conseguenze possono manifestarsi con sintomatologie di varia intensità e gravità.
Possono essere completamente asintomatiche (usura dentale senza alcun disturbo) fino ad arrivare a sintomatologie molto severe a carico dei muscoli o delle articolazioni, con dolore anche invalidante.


DANNI DENTALI

La conseguenza più evidente e conosciuta del bruxismo può essere l’eccessiva ed anomala usura dei denti; questa si può manifestare anche con scheggiature, incrinature e rotture dei denti naturali, non per cause traumatiche accidentali (cioè oggetti o cibi duri masticati inavvertitamente) ma per l’eccessivo sfregamento dei denti tra di loro.
L’usura dentale è irreversibile e se protratta per molti anni può avere anche conseguenze devastanti su tutta la dentatura naturale.


Bruxismo DANNI DENTALI


Occorrono molti anni per arrivare a conseguenze così gravi; se consideriamo che questi sono denti “sani” e privi di carie, la prevenzione primaria avrebbe consentito il mantenimento di una dentatura naturale in ottime condizioni.
Altra conseguenza spiacevole è costituita dai fallimenti di lavori odontoiatrici come la rottura di otturazioni, faccette, corone o ponti in ceramica, ma la conseguenza forse più grave è rappresentata dal fallimento degli impianti (perdita di osteointegrazione) o rottura della componentistica.


PROBLEMI MUSCOLARI

Il bruxismo è anche considerato una delle principali cause di tensione dei muscoli masticatori con conseguente e possibile comparsa di dolore orofacciale di diversa entità e localizzazione ai vari muscoli del volto e della testa; determina un notevole affaticamento della muscolatura masticatoria non concedendole tempo per rilassarsi a causa dell’attivazione continua, soprattutto durante la notte, quando invece dovrebbero riposare.

Alcuni tipi dei così detti “mal di testa”, specialmente se ubicati alle tempie, sono imputabili alla iper-attività dei muscoli temporali, in quanto muscoli masticatori; anche i muscoli del collo e poi delle spalle possono essere coinvolti secondariamente.


PROBLEMI MUSCOLARI del bruxismo


Questa sintomatologia può, in alcuni casi, essere anche severa e non essere diagnosticata dal medico generico; infatti, frequentemente vengono prescritti farmaci analgesici senza aver compreso l’origine muscolare del dolore; finito l’effetto dell’analgesico, il dolore si ripresenta.

Non è un caso che la Società Brasiliana di Disordini temporomandibolari e Dolore orofacciale abbia sentito la necessità di realizzare un video sull’argomento per limitare l’uso di farmaci analgesici, praticamente inutili per questo disturbo.

Il video si conclude con questa didascalia:
“Tutti i giorni milioni di brasiliani soffrono di Disordini Temporo Mandibolari senza saperlo. Questi, non sono difficili da diagnosticare e possono essere curati.
E’ possibile tornare a vivere senza dolore.”
A cura della SBDOF Sociedade Brasileira de Disfunção Temporomandibular e Dor Orofacial




PROBLEMI ARTICOLARI

Altre strutture coinvolte dal sovraccarico muscolare sono le articolazioni temporo-mandibolari, (quelle articolazioni che ci fanno aprire e chiudere la bocca) con conseguenti difficoltà funzionali nei normali movimenti, dolori, rumori, click ecc dovuti ad alterazioni di posizione o forma del disco articolare.
In presenza di dolore, a volte anche severo, il paziente confonde il dolore articolare con il mal d’orecchi in quanto questa articolazione è ubicata in prossimità del condotto uditivo dell’orecchio.




DISTURBI DEL SONNO

Un paziente che serra o digrigna i denti mentre dorme, compromette anche la sua qualità del sonno che risulta essere disturbato, frammentario ma soprattutto non riposante e ristoratore; è come se andasse in palestra a fare esercizi di affaticamento dei  muscoli (in questo caso muscoli masticatori) invece di dormire in completo rilassamento come sarebbe necessario.


DISTURBI DEL SONNO col bruxismo


Specialmente durante il sonno i denti non devono mai entrare in contatto e tutti i muscoli masticatori e del volto devono essere rilassati.
Un'eccezione, ancora in fase di accertamento, potrebbe riguardare i pazienti che soffrono di apnee notturne; in questi casi sembra che il digrignamento dei denti aiuti a sbloccare la fase apnoica.


DISTURBI DEL SONNO col bruxismo

LE SUE CAUSE

In passato, era stata attribuita una grande importanza al rapporto tra i denti e alle malocclusioni dentali ma, importanti ricerche scientifiche ne hanno molto ridimenzionato la valenza, spostando il campo d’attenzione da un ambito periferico (denti) ad un ambito centrale (mente) cioè verso fattori bio-psico-sociali.
Cruciale è la capacità individuale di gestire lo stress e la sua resilienza; lo stesso stimolo stressogeno viene gestito dagli individui in modi diversi, generando conseguenze diverse.
I pazienti bruxisti trovano nella bocca, l’organo bersaglio su cui scaricare tensioni, disagi, ansie, paure, frustrazioni ecc.


cause bruxismo

I RIMEDI

Non esistono panacee e rimedi uguali per tutti; solo un professionista esperto della materia potrà individuare il percorso più idoneo e personalizzarlo per ogni singolo paziente.
Non si cura con i farmaci, né con placche miracolose, né tanto meno correggendo malocclusioni dentali per cambiare il combaciamento dei denti.

Ma due cose sono fondamentali:

INFORMAZIONE
(dal medico al paziente e dal paziente al medico)

Al primo posto c’è la corretta informazione ed un’accurata anamnesi clinica, per inquadrare il paziente nel suo unicum comportamentale.
Ogni paziente è diverso da un altro e per ciascuno, occorre individuare uno specifico percorso ed iter terapeutico avvalendosi di strumenti e tecniche idonee caso per caso.

RIEDUCAZIONE COGNITIVO-COMPORTAMENTALE

Senza un’adeguata educazione ogni percorso terapeutico sarà fallimentare, ed oggi, la migliore opzione terapeutica disponibile è costituita dagli approcci cognitivi comportamentali che aiutano i pazienti a comprendere la necessità di mantenere la muscolatura masticatoria rilassata.

A tale scopo, solo recentemente, è stato messo a punto un protocollo riabilitativo, utilizzando una specifica applicazione per smartphone chiamata BruxApp; il corretto uso di questa applicazione consente al paziente e al dentista, di fare una prima valutazione diagnostica sulla presenza o meno del fenomeno e, eventualmente, di affrontare un percorso di rieducazione alla corretta posizione fisiologica di rilassamento della mandibola.
Grazie all’applicazione, il paziente, guidato dallo specialista, diventa il primo attore nella gestione del suo disturbo.


http://www.bruxapp.info


Altre metodologie recentemente utilizzate sono costituite dai così detti “dissuasori” che però debbono essere realizzati e seguiti da un dentista qualificato nella materia.

Solo in caso di bruxismo severo è indicato l’uso delle placche intra-orali, i così detti “bite”, di norma utilizzati solo la notte, per proteggere la dentatura e le articolazioni ed allungare le fibre muscolari contratte.

Assolutamente controindicate sono le placche “fai da te” comprate in farmacia che possono addirittura accentuare il fenomeno o provocare deviazioni mandibolari per la scorretta realizzazione della placca da parte del paziente.

LA PREVENZIONE

Fino a poco tempo fa, nessuno parlava seriamente di prevenzione degli effetti deleteri del bruxismo. Oggi la comunità scientifica ha compreso l’importanza dei fattori bio-psico-sociali e quindi dell’origine centrale e non periferica del disturbo.
In questa direzione è di fondamentale importanza informare ed educare il paziente alla consapevolezza della posizione fisiologica di riposo della mandibola, utilizzando anche strumenti innovativi come l’applicazione BruxApp, ideata e realizzata proprio con lo scopo d’intercettare precocemente il paziente bruxista ed eventualmente guidarlo verso la corretta rieducazione.

http://www.bruxapp.info

CONCLUSIONI

Il bruxismo è un disturbo con un inquadramento multifattoriale e può essere subdolo nelle sue manifestazioni anche silenti.
Intercettarlo precocemente significa mantenere in salute la dentatura, i muscoli masticatori e le articolazioni temporo mandibolari.








Ciascuna di queste terapie è affidata a singoli dentisti esperti nelle varie branche odontoiatriche, al fine di garantire risultati costanti, prevedibili e duraturi nel tempo.