Malattia Parodontale

La Parodontologia è una branca dell’Odontoiatria che studia e cura le malattie delle gengive e dei tessuti di sostegno del dente.

Il Dr. Stefano Chieffi si dedica esclusivamente alla Parodondologia dal 1990 ed è membro della Società Italiana di Parodontologia (la società scientifica italiana più prestigiosa in Parodontologia) dal 1988 e socio attivo dal 2000.




Capiamo in maniera semplice cosa è la Parodontite, (Piorrea):
tutto quello che dovete sapere.

Capiamo in maniera semplice cosa è la Parodontite, (Piorrea)


La Parodontite o Piorrea
La Parodontite o Piorrea


La malattia parodontale (parodontopatia) è chiamata tecnicamente Parodontite ma possiamo trovare anche il termine di Periodontite, Paradontite o Periodontosi; sono vari nomi per indicare quella malattia che usualmente è chiamata Piorrea e che colpisce le strutture che stanno intorno al dente, comprese la gengiva e l’osso di sostegno.

Ne soffre circa il 40 % della popolazione adulta ed è tuttora considerata come una delle cause principali della perdita dei denti.

I sintomi della malattia parodontale
I sintomi della malattia parodontale


Inizialmente si manifesta con arrossamento e sanguinamento spontaneo (o allo spazzolamento) delle gengive; di norma non crea disturbi e quindi può progredire e aggravarsi in maniera silente.

Una diagnosi tardiva della malattia, può avere conseguenze irreversibili come la perdita di uno o più denti.



Le cause della parodontite


La malattia parodontale (volgarmente detta piorrea o paradontite) è una patologia a eziologia multifattoriale che ha nei batteri la causa principale, associata a una componente genetica del paziente. La familiarità può così predisporre alla presenza di fattori ereditari correlati all'efficacia delle difese immunitarie.

Altri fattori, come il fumo di sigaretta e la presenza di alcune malattie come il diabete, possono aggravare il quadro clinico della malattia.
L’accumulo di placca batterica a livello del margine gengivale del dente, causa un’infezione da microorganismi che innesca la malattia e la sua progressione.
La placca batterica, inoltre, se non rimossa, con il precipitare dei sali di calcio salivari può calcificare producendo depositi di tartaro.




Le cure della Parodontite






Il percorso terapeutico


Si parla di percorso terapeutico perché la terapia della malattia parodontale si articola in più fasi.

La prima fase, detta preparazione iniziale o terapia causale, consiste nella rimozione “meccanica” degli agenti patogeni dai denti e dalle “tasche parodontali” (sono gli spazi lasciati intorno alle radici dei denti, dalla gengiva che si “scolla”).

La seconda fase riguarda i casi più gravi e consiste nella terapia chirurgica, quando la prima fase non ha raggiunto l’obiettivo, cioè una guarigione dei tessuti parodontali. Con la terapia chirurgica, inoltre, si può ripristinare una morfologia gengivale e ossea corrette, per favorire le manovre d’igiene orale e ed evitare, in ultima analisi, la perdita dei denti.

La terza fase è costituita dalla terapia di supporto che consiste in un programma di sedute di mantenimento che hanno lo scopo di monitorare l'evoluzione della malattia e impedire nuove ricadute, bloccando la recidiva prima che possa manifestarsi. Questa fase è fondamentale per la risoluzione della malattia e riguarda tutti i livelli di gravità.

Eventualmente, esiste anche una fase collaterale costituita da terapie complementari, per quei pazienti che già utilizzano questi presidi come mezzi terapeutici abituali (es. omeopatia) che può essere inserita a sostegno del percorso terapeutico principale.

Occorre evidenziare che le terapie complementari, da sole, sono totalmente inefficaci senza l'attuazione delle altre fasi terapeutiche.




La terapia causale


La terapia causale o eziologica consiste nella rimozione degli agenti patogeni dalla corona del dente e dalla sua superficie radicolare, annidati nelle tasche parodontali (scollamento delle gengive dal dente). Ha lo scopo di ridurre la carica batterica (decontaminazione) e lo stato infiammatorio dei tessuti che stanno intorno al dente stesso.
E' caratterizzata dall’uso di strumenti manuali (curette) e/o meccanici (sonici e ultrasonici).


Inoltre l'igienista deve ben istruire e motivare il paziente nelle metodiche di mantenimento domiciliare, personalizzando le tecniche e avvalendosi di sistemi di monitoraggio periodici con rinforzi motivazionali costanti.

Negli stadi iniziali della malattia, questa prima fase, può già essere risolutiva e il paziente guarire completamente.

La terapia chirurgica


Nei casi gravi e molto gravi, la terapia chirurgica deve essere considerata come lo stadio successivo alla terapia causale.

Principalmente ha lo scopo di ridurre la profondità delle tasche parodontali e di correggere altre situazioni anatomiche che possono favorire l’accumulo di placca batterica, quali le alterazioni dell’architettura gengivale e ossea o il coinvolgimento delle forcazioni (lo spazio tra una radice e l'altra di uno stesso dente).

La terapia chirurgica sarebbe opportuno fosse eseguita da professionisti esperti in Parodontologia che possano garantire al paziente una alta percentuale di successo.

Per approfondimenti visitate il sito della Società Italiana di Parodontologia sidp.it




Le terapie complementari


Le terapie complementari possono essere strumenti di supporto al protocollo terapeutico standard, l'unico che assicura risultati stabili e prevedibili, la cui efficacia è stata ampiamente comprovata da innumerevoli studi scientifici.

Detto questo, altri tipi di visioni terapeutiche possono essere utili nell'ampliare il campo d'azione, specialmente se queste sono mirate al rafforzamento del sistema immunitario, ma non possono agire direttamente verso l’eliminazione dei batteri o di una tasca parodontale.

Una visione olistica dell'essere umano può però essere utile nel condurre il paziente verso un equilibrio psicofisico che molte volte costituisce la base di partenza del processo di guarigione.

Omeopatia, Fitoterapia, Agopuntura, tanto per citare le più conosciute, possono costituire dei presidi di supporto alla guarigione ma non possono mai sostituirsi alla terapie causale e/o "tradizionale".





La terapia di supporto (mantenimento)


La malattia parodontale è una patologia che, una volta curata, può di nuovo manifestarsi, agire e progredire.

Per meglio comprendere, è come una qualsiasi infezione batterica, ad esempio intestinale, verso la quale il paziente non è in grado di immunizzarsi per cui, se i batteri colpiscono l’organismo, questo si ammala di nuovo.

La terapia parodontale limita e/o ripara i danni, ne impedisce la progressione ma non immunizza il paziente; così come un'otturazione su un dente non immunizza il dente che può di nuovo cariarsi, la malattia parodontale può ripresentarsi se non si attua un'adeguata terapia di mantenimento.

La terapia di mantenimento consiste in un protocollo terapeutico rigoroso che prevede un programma individualizzato di richiami, controlli e terapie costanti, atti al mantenimento e alla stabilizzazione dei risultati ottenuti con la terapia parodontale.

Questo tipo di terapia è molto semplice da eseguire, non è invasiva e non crea alcun disagio al paziente, ma impedisce la recidiva della malattia che avrebbe conseguenze sicuramente più gravi, dolorose e costose.


Parodontologia e lavoro di EQUIPE


Un percorso terapeutico in Parodontologia è costituito dalla sinergia di vari fattori e dal lavoro di più figure professionali per condurre al successo della terapia, al mantenimento dei risultati ottenuti, al benessere generale del paziente.

Per raggiungere quest’obiettivo occorre una stretta interazione tra Parodontologo, Igienista dentale e Assistente alla prevenzione.

             


Il ruolo del Parodontologo


Il Parodontologo è l’odontoiatra che s'interessa della diagnosi e cura delle malattie parodontali, cioè si occupa in modo esclusivo dei tessuti di supporto dei denti (gengiva, legamento parodontale, cemento radicolare e osso alveolare) e delle malattie che colpiscono questi tessuti.

Occupandosi esclusivamente di malattie gengivali i parodondologi hanno molta esperienza nella materia.

Dr. Stefano Chieffi vedi curriculum

Il ruolo dell'Igienista Dentale


L'igienista dentaleil professionista sanitario, in possesso di Laurea Abilitante, che si occupa di tutte le fasi non chirurgiche e delle terapie di mantenimento.

Nei casi iniziali e medi, un’ottima igienista è in grado bloccare la parodontite e l’aggravamento della malattia. Nei casi gravi o molto gravi crea invece le condizioni cliniche idonee affinchè la chirurgia possa essere eseguita con la massima efficacia possibile.

Dr.ssa Chiara Bonannivedi curriculum

Il ruolo dell'Assistente alla prevenzione


Il percorso terapeutico della malattia parodontale implica la gestione dei protocolli di terapia, monitoraggio e mantenimento che non possono essere improvvisati.

Questi compiti sono affidati all’Assistente alla prevenzione:

- Gestione delle procedure di addestramento e motivazione all’igiene.

- Gestione del piano di appuntamenti, richiami, controlli e cartelle parodontali.

- Gestione delle interazioni terapeutiche tra Paziente, Parodontologo e Igienista dentale.

- Assistenza alla poltrona durante le terapie chirurgiche.

Anna Cabrera – Assistente alla poltrona

La prevenzione della malattia parodontale


La malattia parodontale trova nella prevenzione l’arma di difesa più efficace in assoluto. Avendo un’origine infettiva, la corretta applicazione delle procedure di controllo della placca batterica, impediscono l’insorgere della malattia anche in presenza di fattori di rischio o familiarità.

La parodontite si sviluppa sempre da un’infiammazione gengivale che non necessariamente degenera in una malattia parodontale, se bloccata prococemente.
Per questo motivo occorrono specialisti e strutture in grado di attuare protocolli specifici e personalizzati per ogni singolo paziente, in grado di ottimizzare la gestione dei vari profili patologici e terapeutici.

La malattia parodontale essendo una malattia causata dai batteri, se non curata, oltre che portare alla perdita dei denti, può avere conseguenze anche sulla salute generale. Può favorire o predisporre a malattie in altri distretti dell’organismo in quanto i batteri possono entrare nel circolo sanguigno e avere effetti negativi su alcune patologie preesistenti (ad esempio cardiovascolari) o su alcune condizioni come la gravidanza o il diabete.






Le domande frequenti



  • La piorrea è una malattia incurabile?

Assolutamente no, ma occorre avere un approccio molto rigoroso nel rispettare le tre fasi precedentemente descritte, altrimenenti la terapia sarà inefficace.

  • Si può curare la piorrea esclusivamente con le terapie complementari?

Purtroppo no, perché queste terapie non riescono ad essere efficaci nel rimuovere le aggressioni batteriche batteriche, se permane del tartaro sotto gengiva qualsiasi terapia sarà inutile.

  • La malattia paodontale (piorrea) può ritornare?

Si, se si creano di nuovo le cause e le condizioni sfavolrevoli, la malattia può ripresentarsi, anche dopo la chirurgia. Per questo motivo sono importantissimi controlli e le sedute di matenimento perché consentono d’intercettare i primi segnali e bloccarne l’insorgenza prima che possa diventare aggressiva.

  • La terapia chirurgica è dolorosa?

No, nella grande maggioranza dei casi, l’intervento provoca disagi transitori facilmente controllabili con i cumuni farmaci analgesici. Gli interventi sono sempre eseguiti in anestesia locale e il paziente non avverte mai alcun dolore durante l’intervento. I giorni successivi si possono svolgere le normali attività quotidiane, tranne lo sport.

  • La malattia parodontale può colpire anche i bambini?

E’ piuttosto rara e fa parte di un gruppo di severe forme di parodontite rapidamente progressive. La parodontite prepuberale implica un’infezione con una microflora altamente virulente e/o un alto livello di suscettibilità dell’ospite alla malattia parodontale.  Anche in questo caso una visita precoce risulta fondamentale.

  • La piorrea è pericolosa?

Oltre la perdita dei denti, la malattia parodontale, essendo un’infezione che entra nel circolo sanguigno, può agire come fattore aggravante per le endocarditi e le malattie coronariche.

  • Il fumo nuoce alle gengive e ai denti?

Il fumo di sigaretta è uno dei fattori importanti che aumentano il rischio e la gravità di progressione della malattia. Sarebbe quindi opportuno che il paziente smettesse di fumare o riducesse drasticamente.

  • La menopausa può influire sulla salute gengivale?

La menopausa con i suoi squilibri ormonali può influenzare negativamente la salute gengivale.


Curriculum Dr. Stefano Chieffi


Laureato in Medicina e Chirurgia e specializzato in odontostomatologia.
Dopo la specializzazione, ha frequentato il reparto di parodontologia del Royal Dental College di Aarhus, in Danimarca, svolgendo attività clinica.
E' stato docente a contratto affiliato all’insegnamento di parodontologia all’Università di Firenze e di Siena.
E' membro della Società Italiana di Parodontologia dal 1988.
Si dedica esclusivamente alla Parodontologia dal 1990.
Iscritto all'albo degli Odontoiatri dell'Ordine provinciale di Firenze al n° 1433
Lavora nel suo studio di Firenze, in viale Gramsci 56 e presso il nostro studio di Pontedera.






Ciascuna di queste terapie è affidata a singoli dentisti esperti nelle varie branche odontoiatriche, al fine di garantire risultati costanti, prevedibili e duraturi nel tempo.